Marco Palla

Dermatologo presso l’Istituto Nazionale Tumori – IRCCS “Fondazione G. Pascale”

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LA CRIOTERAPIA

 

La crioterapia è una metodica efficace per il trattamento di lesioni cutanee superficiali di natura benigna e premaligna. Può essere usato come trattamento di scelta, come metodo alternativo e in aggiunta ad altre terapie.

L’uso del freddo in medicina è prassi piuttosto antica; soltanto in tempi recenti si sono chiariti alcuni meccanismi che hanno permesso di perfezionare le tecniche e scegliere più accuratamente le indicazioni.

Le alterazioni biologiche che seguono all’abbassamento rapido della temperatura dei tessuti provoca un  congelamento dell’acqua intracellulare, riduzione degli ioni, alterazione delle proteine e degli enzimi con sconvolgimento degli scambi di membrana. Tutto ciò si traduce in un danno tissutale molto più preciso e controllabile tanto che, nei tempi d’applicazione terapeutici, si ottiene sempre un distacco dermo-epidermico senza danno al derma e quindi una guarigione senza cicatrice.

 L’azoto liquido è attualmente il criogeno più usato e versatile: permette la tecnica a bastoncino, la tecnica spray e quella a sonda.

Quali le tecniche principali di trattamento?

Tecnica a bastoncino (Dipstick)

E’ la più semplice delle tecniche di crioterapia con azoto liquido e ricorre all’uso di un batuffolo di cotone montato su un bastoncino di legno che viene successivamente portato con rapidità a contatto con la lesione. Attualmente si tende ad abbandonare questa procedura poiché è molto imprecisa.

Tecnica a spruzzo (Spray)

E’ la tecnica attualmente più usata con l’azoto liquido. E’ particolarmente adatta a lesioni multiple, frastagliate e superficiali o quelle disposte su superfici irregolari: anche per lesioni virali (verruche, condilomi, ecc.) è una tecnica molto apprezzata perché non necessita di contatto tra lesione e strumento, quindi mette al riparo da trasmissione di infezione e non necessita di sterilizzazione.

criot

Quali sono le lesioni cutanee suscettibili a trattamento di crioterapia?

Alcune sono di interesse prettamente estetico:

  • Angiomi piano
  • Angiocheratomi
  • Cheratosi seborroiche
  • Cheratosi attiniche

Altre patologie sono di interesse dermatologico:

  • Verruche piane
  • Verruche volgari
  • Condilomi
  • Discheratosi (carcinoma squamoso in situ)
  • Epiteliomi basocellulari superficiali

Per ogni lesione è necessaria una valutazione preliminare attenta sul numero, dimensioni, spessore e localizzazione. Tali elementi consentono all’operatore un giudizio sull’indicazione, sui tempi e sulle modalità di congelamento.

Quali inconvenienti?

Gli inconvenienti da crioterapia (proiezione di liquido criogeno, congelamento di una superficie maggiore del necessario, congelamento insufficiente) sono piuttosto rari e derivano quasi sempre da un’errata valutazione della lesione o del paziente oppure da un errore tecnico dell’operatore o dal mal funzionamento dell’attrezzatura.

Le complicanze sono rare se non eccezionali; le più comuni sono alterazioni della pigmentazione sia in senso ipo che iper: le ipopigmentazioni derivano sempre da un’azione troppo violenta rispetto alla lesione da trattare e purtroppo sono permanenti; le iperpigmentazioni possono derivare dall’esposizione al sole, troppo precoce e senza protezione oppure dal tipo di pelle.

Si deve notare, comunque, che la crioterapia resta sempre il trattamento più sicuro in assoluto di tutti gli altri trattamenti distruttivi cutanei (elettrocoagulazione, laser, ecc.) in quanto, poiché non distrugge il derma, non può lasciare cicatrice. D’altro canto lo errore tecnico in crioterapia è veramente un evenienza rara in quanto i tempi d’applicazione sono piuttosto lunghi (dell’ordine di diversi secondi ) quindi è molto difficile provocare un’ustione grave con esiti cicatriziali in quanto bisognerebbe fare dei trattamenti di durata improponibile (più di un minuto).